Un pò della nostra storia

 

Ministoria della Cà Sana


La denominazione della località, deriva dal nome dell’omonimo fondo agricolo, sul cui terreno è sorto il complesso di abitazioni che vi si trovano attualmente.

Questo estremo lembo ad Est del comune di Terenzo che si affaccia sul torrente, fa parte della frazione di Cella di Palmia ed è costituito dai due poderi “Puppiano” e “Cà Sana”.

Il loro insediamento è senza dubbio molto antico, infatti si hanno notizie certe della loro esistenza già all’epoca del censimento del 1545 ed ancora più tardi a proposito della Peste Nera, nel 1630, quando si ha una documentazione esatta del numero delle vittime dei loro abitanti e del luogo della loro sepoltura; in quegli anni si contano 7 sepolture alla Cà Sana (Casana) e 8 a Puppiano (Pipiano). Questi dati forniscono una indicazione significativa del numero di persone che all’epoca lavoravano e vivevano in questi luoghi, considerando che il morbo ha ucciso circa un terzo della popolazione.

Passata la peste e le difficoltà che ne seguirono, la vita continua con i consueti ritmi ed i due poderi prosperano, fino ad arrivare, dopo oltre 450 anni, vicino ai nostri giorni.

I collegamenti con il resto del mondo, erano, e sono rimasti a lungo, assai precari ed erano costituiti da una carrareccia che da Puppiano raggiungeva Cella di Palmia, secondo il tracciato tutt’ora esistente e che fiancheggia la casa dei Silva, mentre un’altra strada partendo da Villa Riposo toccava Cà Gotiara, quindi Cà Vriga, raggiungeva la Cà Sana e scendeva in Baganza, seguendo un percorso ancora oggi identificabile, ma non percorribile per intero; per raggiungere poi la strada Provinciale si doveva attraversare il torrente a guado, oppure, quando l’acqua era alta, ci si doveva servire dei trampoli.

Venerio Bianchi (classe 1902), ricordava bene questa pratica e raccontava inoltre che prima dello scoppio della Grande Guerra, i boschi intorno erano secolari con querce imponenti, ma successivamente la necessità di approvvigionamento della legna da ardere, portò al loro abbattimento e non consentì più ai nuovi alberi di raggiungere le dimensioni di un tempo; ricordava inoltre che il podere Cà Sana, era molto conosciuto nella zona per i buoi, assai preziosi per l’agricoltura del tempo, che vi venivano allevati e per l'abbondanza dei raccolti.

Naturalmente i due fondi erano collegati tra di loro, come oggi, con la differenza che la strada all’altezza di Puppiano, non era rettilinea, ma girava tutt’intorno alla stalla a causa della presenza delle rocce che ben si vedono sul fianco Ovest della stalla stessa e che costituivano un serio ostacolo per i contadini dell’epoca, non disponendo delle attrezzature necessarie a rimuoverle.

La strada di accesso che utilizziamo oggi non esisteva affatto: incredibilmente, venne costruita soltanto nel 1955-58 costituendo finalmente, un comodo collegamento con Marzolara che era stata raggiunta dalla Tramvia a Vapore già nel 1910, e quindi con Calestano, Felino, Sala Baganza e Parma.

Ciononostante, i due poderi erano pur sempre fuori mano per i mezzi di trasporto di allora, quindi per agevolare la raccolta del latte, nel primo dopoguerra venne montata una teleferica per fare arrivare i bidoni oltre il torrente fino al Giarale, dove venivano prelevati con maggiore facilità; il cavo portante di questa teleferica, con l’arganello del cavo traente sono tutt’ora esistenti, seppure abbondantemente arrugginiti.

Nel 1967 la signora Edda Mori Olivieri acquista il podere Puppiano, mentre nel 1970 il signor Luigi Cardi acquista dalle sorelle Conciatori il podere Cà Sana.

Da questo momento, possiamo fare iniziare la nostra storia.

Mentre il podere Puppiano non subisce alcun mutamento, se non la rettifica del percorso della strada nei pressi della stalla, come accennato in precedenza, il signor Cardi, smembra il podere Cà Sana e lo suddivide in due parti:

- il terreno a nord della casa colonica viene destinato ad area residenziale per mezzo di due lottizzazioni, che nel progetto iniziale avrebbero dovuto prendere la forma di “condominio orizzontale”: quello a valle viene denominato “Bellevue” e quello a monte chiamato “CS 2”.

- la casa colonica con i fabbricati rurali, il terreno a sud ed i boschi circostanti restano di proprieta del sig. Cardi

Nel 1971 il signor Cardi esce rapidamente di scena, vendendo alle sorelle Martinelli quanto rimasto del podere Cà Sana; a parte la stalla, che era stata ricostruita ai primi del ‘900 in seguito ad un incendio, gli immobili sono in condizioni precarie e richiederanno numerosi e radicali interventi.

Sui terreni oggetto della lottizzazione, la costruzione degli edifici, intesi in origine come residenze di vacanza, inizia subito nel complesso Bellevue, sulle proprietà Baroni (ora Bertelli/Brandonisio), Michelazzi e Ampollini. Quindi immediatamente dopo vengono erette le case prefabbricate in legno di Costantini (ora Gardella) e Turillazzi.

Seguono di lì a poco le costruzioni di Ponzoni/Campari e Curti (ora Tonelli).

Anche il complesso CS 2 comincia a prendere forma con gli edifici di Giovati, Forni e Robusti (ora Broglia).

Il Bellevue, sarà poi completato con le costruzioni Vescovini e Bergianti (ora Finardi), mentre il CS 2, terminerà molto dopo con le costruzioni Alfieri e Caselli 1994/1996.

Intorno al 1973-74 viene costruito l’acquedotto a servizio di tutto il comprensorio; poi viene realizzata una cabina elettrica con una nuova linea di distribuzione, mentre la linea telefonica viene installata nel 1975, a completamento dei servizi essenziali. La fognatura arriverà molto più tardi, nel 1996.

Nel 1976, la Bonifica Montana, allora presieduta dal dott. Adravanti, provvede all’asfaltatura della strada principale per tutto il tratto di sua competenza.

Il complesso residenziale comincia a prendere corpo e si avvicina al suo attuale aspetto definitivo. Trascorrono anni nel corso dei quali il villaggio si popola durante l’estate o nei fine settimana, con una buona armonia tra gli abitanti: si organizza per qualche anno consecutivo durante l’estate, una cena aperta a tutti e con la collaborazione di tutti, ma poi questa bella iniziativa si interrompe, senza particolare motivo, principalmente per lo scarso entusiasmo che animava la preparazione di queste serate.

Nello stesso periodo vengono organizzati diversi giochi e gare sportive per i ragazzini, maschi e femmine senza distinzione, fino ad arrivare ad uno storico concorso di pittura ideato dal sig. Campari.

Una presenza significativa e costante era quella della famiglia Guidetti che ha abitato per molto tempo a Puppiano, dove ora risiedono Cristina e Franco.

Oltre agli avvenimenti lieti, dobbiamo anche registrare la prematura e tragica scomparsa dei coniugi Costantini e quella di Renato Martinelli, instancabile frequentatore e pioniere della Cà Sana.

Nel frattempo il sig. Curti vende al sig. Tonelli l’edificio di cui aveva iniziato la costruzione, poi interrotta, lasciando l’opera incompiuta. Per molti anni la struttura della casa rimase abbandonata, coperta di sterpi ed erbacce.

Nel 1985 le sorelle Martinelli separano la loro proprietà immobiliare e ne ricavano due distinte unità abitative, recuperando anche la parte di fabbricato che costituiva la stalla ed il fienile.

Nello stesso anno una frana interrompe la strada di accesso e si è costretti ad utilizzare un guado in Baganza, realizzato per consentire la prosecuzione dei lavori di ristrutturazione di cui sopra. Nel frattempo erano state costruite le case di Bergianti (ora Finardi), Vescovini, Forni e Giovati.

Tutto sembrava aver raggiunto un tranquillo equilibrio, quando improvvisamente avviene la svolta epocale: Maria e Maurizio Broglia desiderosi di costruire un nido tutto per loro, nella quiete della collina, lontani dalle ansie del mondo, acquistano la loro attuale abitazione e vi si trasferiscono definitivamente e stabilmente. Era l’8 maggio 1987.

Maria e Maurizio, con la piccola Valentina e la signora Margherita, la mamma di Maria, trascorrevano la loro tranquilla esistenza, incuranti della solitudine, della neve e di altri insignificanti disagi, del tutto ignari che il loro esempio sarebbe stato seguito da altri.

Infatti nell’estate del 1990 la famiglia Bolognesi viene a stabilirsi qui, proprio a fianco dei Broglia, ma nel pomeriggio del 27 novembre dello stesso anno, si sviluppa un violento incendio che divora letteralmente la loro casa, senza provocare fortunatamente alcun danno alle persone. Con la disponibilità che ben conosciamo, Maria e Maurizio ospitano per qualche tempo i senza tetto, che alla fine si trasferiscono altrove.

Come l’Araba Fenice, da quelle ceneri sorge un’altra casa; infatti Milva e Marco Carretta acquistano il terreno e le fondamenta dell’edificio andato in fumo. Vi erigono una nuova costruzione in legno, di caratteristiche decisamente migliori della precedente e vi si stabiliscono definitivamente, con la piccola Silvia, nel luglio del 1993.

Nel mese di aprile 1994, Cristina e Franco Biondini, si trasferiscono a Puppiano ed introducono una nota diversiva al panorama: i box ed il recinto con i cavalli, che costituiscono una piacevole, inconsueta presenza.

Quindi è la volta di Alberto Tonelli che, folgorato dalla bellezza del luogo, decide di stabilirsi qui con Ornella; una differente corrente di pensiero sostiene che sia stata Ornella a decidere di trasferirsi qui con Alberto, ma il risultato non cambia. Dopo un lungo lavoro di risistemazione della casa, a suo tempo acquistata dal padre e rimasta per molti anni abbandonata, finalmente nel mese di novembre 1996 vengono ad aggiungersi al nucleo degli abitanti della Cà Sana, con la recente aggiunta di Sebastiano.

Per finire, nel luglio 1997, dopo ulteriori lavori di sistemazione della loro casa, Franca, Alfredo ed Elisa Campanini lasciano strada della Repubblica a Parma e fissano la loro residenza alla Cà Sana, che già frequentavano con notevole assiduità.

Grazie alle lodevoli iniziative socializzatrici e gastronomiche di Maria e Maurizio, si crea ben presto un piacevole clima di cordialità, che si consolida nel tempo e che fa sorgere la consapevolezza di appartenere ad un gruppo esclusivo, quasi un clan, i cui appartenenti sono ben diversi da chi vive qui solo occasionalmente.

Specialmente le dure avversità dell’inverno, rafforzano questa unione, che si manifesta con pranzi e cene, puntualmente accompagnate dalla musica di Maurizio, dal canto di Valentina e dal coro dei partecipanti.

In queste occasioni si ha anche modo di apprezzare le pregevoli doti culinarie di Maria, Ornella e Franca, senza dimenticare il mitico budino di Cristina.

In questo clima di consolidata coesione, si è sentita la necessità di dare un nome ed una forma a questa associazione di fatto ed è stato quindi istituito il

Libero Territorio della Cà Sana

una entità sovrana e indipendente, costituita esclusivamente dagli abitanti stessi. L’organizzazione è retta da un Governatore, che viene eletto dall’assemblea e resta in carica un anno, mentre a ciascuno degli altri membri, sono affidate le cariche istituzionali, necessarie per il buon funzionamento della struttura.

Il 25 settembre 1999 è stata celebrata la prima Festa della Liberazione che si ripeterà negli anni successivi il primo sabato successivo alla data di apertura delle scuole, per festeggiare la nostra ritrovata quiete e tranquillità; altre feste hanno cadenze diverse in considerazione di fatti o eventi particolari, di ricorrenze speciali ed a seconda dell’umore dei cittadini e comunque quando a loro piace.

Si deve notare che il solo fatto di risiedere alla Cà sana in modo stabile, non comporta automaticamente il diritto di appartenenza al Libero Territorio. L’ammissione é vincolata al consenso unanime dei componenti, dopo un adeguato periodo di osservazione dei modi e del comportamento degli aspiranti ed é subordinata al parere di un’apposita commissione che valuta anche la conoscenza degli usi e costumi locali, della storia e delle tradizioni. La commissione si riunisce ogni 10 anni.

Da quando questa breve storia è stata scritta è passato qualche anno ed alcune cose sono mutate, per cui si rende necessario un aggiornamento.

Nel 2005 Cristina e Franco realizzano la loro aspirazione di costruirsi una casa, ma per varie ragioni sono costretti a allontanarsi un poco da qui, in località Camporosso di Neviano dei Rossi in comune di Fornovo; tanti anni trascorsi insieme hanno lasciato una traccia, quindi per poter annoverare ancora Cristina e Franco tra di noi, viene istituita in quella località una Exclave che rimane sotto l'autorità del Libero Territorio, perciò a tutti gli effetti sono ancora dei nostri. Seppure a malincuore abbiamo dovuto prendere atto del fatto che Milva non partecipa in nessun modo alle nostre seppur modeste attività, quindi dobbiamo considerarla non più appartenente alla comunità. Nell’estate dello stesso anno una giovane coppia, Angela e Mauro, ha acquistato la casa del signor Alfieri con l'intenzione di trasferirsi qui in via definitiva; avremo il piacere di fare la loro conoscenza con il passare del tempo.

Da ricordare che il 2005 segna una importante novità: l’asfaltatura della strada, realizzata grazie all’interessamento ed alla determinazione di Alfredo.

L'anno 2006 inizia all'insegna del maltempo, o per meglio dire, si presenta con il suo aspetto decisamente invernale: neve e ghiaccio; chi ne ha sofferto maggiormente sono stati gli ultimi arrivati Angela e Mauro, che non erano del tutto preparati a tali avversità, ma hanno superato brillantemente questa dura prova. Intanto, proprio all'inizio dell'anno é iniziata la fornitura del gas metano da parte del Comune. Milva ha venduto la propria casa e alla fine di agosto ha fatto trasloco, andandosene senza neppure un cenno di saluto, dopo 13 anni: questo ci ricorda che non va bene dare i biscotti agli asini; dobbiamo tenere a mente questo insegnamento, per il futuro. Pur essendo al di fuori della nostra giurisdizione dobbiamo annotare che anche Gardella ha venduto la sua proprietà.

Nel corso della Festa della Liberazione dello stesso anno, sentito il parere favorevole della commissione appositamente riunita, Angela e Mauro vengono ufficialmente ammessi nella nostra comunità, mentre viene conferita a Iacopo la Cittadinanza Onoraria, quindi diventano Cittadini a pieno titolo. Nel mese di Settembre i nuovi acquirenti della casa ex Milva, si trasferiscono iniziando diversi lavori di ristrutturazione.

Il 4 febbraio 2007, nel corso della 3^ Solenne Celebrazione degli Anolini, l'assemblea al completo decide di eleggere quale proprio Patrono "Sant' Antonio Abate" che si festeggia il 17 gennaio e stabilisce che la Sagra verrà celebrata la seconda domenica del mese di maggio, per ricordare la storica data dell’ 8 Maggio 1987, quando per primi Maria, Maurizio e Valentina si stabilirono qui. Unico particolare da segnalare quest’anno é il pranzo di Ferragosto che, oltre ai soliti giochi, canti e musiche, é stato caratterizzato da un bagno di molti partecipanti (rigorosamente vestiti) nella piccolissima piscina di Elisa e che si é concluso dopo una improvvisata cena.

Nello stesso anno vengono messi in vendita gli ultimi due lotti edificabili, creando un pò di scompiglio tra gli abitanti, soprattutto dopo aver conosciuto le intenzioni stravaganti degli acquirenti di uno dei due, che avrebbero potuto rovinare la quiete cui siamo abituati; da questo nasce l’iniziativa di dare un nome alle nostre strade: via Tutti, via di Qua, via di Là e largo Margherita, il cui cartello é stato poi divelto da qualche anonimo imbecille. Questa toponomastica non é piaciuta a tutti, ma dopo qualche brontolio é rimasta tale.

Il 31 Ottobre 2009, in occasione della Castagnata organizzata da Ornella e Alberto si é deciso all’unanimità che i Cittadini del Libero Territorio si suddivideranno in : Cittadini residenti, Cittadini non residenti e Cittadini onorari. Iacopo rientra ora tra i Cittadini non residenti, in quanto la Cittadinanza Onoraria sarà riservata a casi particolarissimi. Si stabilisce inoltre che tutti i Cittadini avranno diritto di voto nelle elezioni annuali e potranno ricoprire i consueti  incarichi,  ma solo i residenti potranno essere eletti alla carica di Governatore.

Intanto i temuti acquirenti del primo dei due lotti edificabili messi in vendita, avevano rinunciato all’acquisto e ne sono arrivati altri: é cosi che nel maggio 2010 Daniele Reggiani inizia a costruire la sua casa sul fronte strada e nel gennaio 2011 Ilaria e Daniele , con cane e gatto,si stabilisco definitivamente qui.

Intanto a Pasqua dello stesso anno Paolo Campari, nostra vecchia conoscenza,  con Antonella e Lorenzo si trasferiscono definitivamente qui, nella casa di famiglia.

In ottobre iniziano i lavori di preparazione per la costruzione dell’ultimo edificio sul lotto ai piedi del bosco.

Nel febbraio 2012, mentre nevica, inizia la costruzione vera e propria della casa di Giovanni Alfieri.

L’edificio viene completato con una velocità sorprendente e già nell’estate dello stesso anno Nadia e Giovanni con Anna e Alessandra vi prendono possesso ed abitano qui.

Per ultimo nel giugno 2014, arriva Fabio Boni, vecchia conoscenza del mondo dei cavalli, così in totale siamo 22 umani, 20 cani e numerosi gatti.